Suddivisa tra Pere Casale e Capo Casale, oggi Acquavella è un centro accogliente, immerso nella natura tra scenari mozzafiato da apprezzare durante le piacevolissime passeggiate per gli antichi vicoli del paese.
Dotato di un ampio impianto di calcetto e pallavolo, il centro di Acquavella si anima spesso con eventi e manifestazioni, in special modo durante l’estate.
Da apprezzare, senza dubbio, la bellezza di Palazzo Severini e Palazzo Musto e la torre dei Duchi Sanfelice (Marchesi di Torricelli).
Imperdibile è però lo spettacolo offerto dalla Chiesa San Michele Arcangelo, la cui costruzione è databile intorno all’anno 1000. La grande navata centrale è dedicata alla Madonna delle Grazie, la cui festa ricade il 2 luglio e ogni 5 anni la festa maggiore.
La tradizione vorrebbe Acquavella risalente ai tempi di velia ma, molto probabilmente, il nome sarebbe legato alla presenza delle numerose fonti utilizzate già dai monaci basiliani.
Il primo atto in cui viene ufficialmente menzionato il piccolo borgo risale al 1009, anno in cui Guaimario III, principe di Salerno, fu chiamato a dirimere una questione tra l’antico borgo e il monastero di Santa Maria di Torricelli.
In realtà, la storia di Acquavella, prende il via da quella di Contrada San Giorgio che, con San Zaccaria e San Matteo Ad duo flumina, costituisce uno dei primi tre insediamenti.
Successivamente, passerò tra i possedimenti dell’Abate di Cava che, però, tenderà a disfarsene già in epoca angioina. Nel XV secolo inizia il periodo storicamente più importante per Acquavella con i Sanseverino, i Capano e i Sanfelice.
A testimonianza del florido periodo, gli ospiti potranno rivivere gli antichi fasti visitando il centro abitato e i palazzi delle antiche famiglie feudatarie.
La chiesa di San Michele Arcangelo, risalente all’anno 1000, offre uno spettacolo architettonico di indubbio valore artistico, con l’antico organo recuperato grazie a cittadini ed istituzioni e la grande navata centrale dedicata alla Madonna delle Grazie.
Il legame con la Madonna delle grazie sarebbe legato ad un’antica tradizione secondo cui la statua della Madonna sarebbe stata ritrovata sulla spiaggia dell’antico approdo di San Matteo Ad duo flumina; diffusasi la notizia, molte popolazioni dei territori circostanti provarono ad a ad appropriarsene, ma soltanto i cittadini di Acquavella riuscirono a sollevarla. Quel segno venne da allora interpretato come chiara volontà della Beata Vergine.
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